Di nuovo in clausura

Ebbene sì. Siamo di nuovo chiusi. Incomincio a chiedermi come faremo a sopravvivere a mesi e mesi di confinamento o di semi-confinamento e di deprivazione culturale.Non saranno mesi allegri.Ma bisogna resistere. In che modo ?Me lo sto chiedendo da un po’.

Come andare avanti? Vanno bene i libri, ne leggo parecchi,vanno bene le passeggiate a piedi da sola o con un’amica…Vedo ogni tanto la mia nipotina di sei anni per un’ora e mezza al giorno. Ma non basta.Il tempo di una giornata è lungo, i contatti con gli altri quasi inesistenti; parlare al telefono non mi è mai piaciuto Che fare?

Almeno amassi qualche lavoro manuale, ma non ho abilità particolari e poi che me ne faccio di un centrino o di un maglione in più ?!Potrei riordinare le foto, rileggere di esperienze passate ma non amo ripiegarmi sul passato, sono abituata a proiettarmi nel futuro anche prossimo e a vivere intensamente il presente.

A volte mi dico:devi fare uno sforzo di fantasia e immaginare di essere in luoghi e tempi diversi, su una collina con vista mare in estate , in una baita sommersa dalla neve in inverno e poi in primavera e in autunno per borghi dell’Italia centro-meridionale.Ho immagini bellissimi nella testa.Ho potuto godermi tutto questo per anni e ho ancora tanto da scoprire!

Poi guardo questo autunno pieno di sole e di colore e mi dico che anche qui, anche ora posso gioire per una giornata di cielo azzurro, per una chiacchierata con un’amica e per tante piccole cose che possono rendere serene le giornate.

Se ci si sente vivi e vitali, la felicità è a portata di mano!

Carmen

3 comments

  1. Rileggendomi ho pensato alle persone in serie difficoltà economiche, che hanno dovuto chiudere la propria attività e che vivono nell’ansia di non poter far fronte alle esigenze familiari e mi son detta che noi pensionati, anche se soli, non possiamo proprio lamentarci.

  2. La tua riflessione si chiude con un invito a trovare, anche nelle giornate che stiamo vivendo, la voglia di vivere godendo di quanto la natura e gli affetti ci offrono. Poi ricordi che per altre persone tutto questo sarà impossibile perché vivono momenti di angoscia e disperazione per le difficoltà economiche in cui si sono trovate. Penso anche a quanti soffrono perché hanno perso i loro cari, perché sono malati e non riescono a curarsi: le situazioni tristi sono davvero tante e sono ingigantite dall’isolamento. Sarei cauta anche sui pensionati. Tu ti riferisci a una situazione positiva dal punto di vista degli affetti ( la nipotina, le amiche) e anche di tranquillità economica; ci sono invece pensionati soli, altri con un assegno scarno che crea loro problemi.

  3. Condivido pienamente le vostre osservazioni.
    Volevo solo aggiungere che le persone responsabili sono disponbili ad accettare i sacrifici imposti e attenersi alle indicazioni,ma di fronte a una crisi così grave ci sarebbe bisogno di saldezza delle istituzioni, evitando inutili competizioni fra Governo nazionale e “governicchi” regionali.

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